domenica 20 dicembre 2015

YULE


Yule
La notte del Solstizio d’Inverno è la più lunga dell’anno, poi magicamente, piano piano, con la lentezza tipica del freddo invernale, le giornate ricominciano a poco a poco ad allungarsi. la Parola Solstizio deriva dal Latino Sol Stat: il sole per circa tre giorni sorge magicamente nello stesso punto. Il giorno 22 dicembre 2015, alle ore 04.41, si verifica il solstizio d’inverno e si entra ufficialmente nell’inverno astronomico.
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 Questo è l’ennesimo momento di passaggio dell’anno: il respiro della natura è come sospeso, in attesa di una trasformazione. Alcune antichissimi riti e valenze simboliche si ritrovano nei festeggiamenti di Natale e Capodanno. C’erano due temi principali: uno è la morte del Vecchio Sole e la nascita del Sole Bambino, l’altro a tema vegetale, narra la sconfitta del Re Agrifoglio, il Re dell’Anno Calante,  e la celebrazione del trionfo del Dio Quercia, Re dell’Anno Crescente.
yule king
Anticamente le persone si sentivano più integrate all’interno del misterioso cerchio della vita e credevano che ogni piccola azione potesse avere una qualche influenza: se il Sole moriva, bisognava impegnarsi alla rigenerazione del sole: si accendevano fuochi e grandi falò, per sostenere la forza e incoraggiare la ripresa del sole.
Per i Celti, rinasce proprio in questo giorno Re Artù, che dormiva nella montagne gallesi, aspettando di portare pace e prosperità.
I monumenti megalitici della preistoria sono preziosissime testimonianza di questi rituali: tra tutti, quello di Newgrange eretto verso il 3200 a.C. un raggio del sole che sorge all’alba del Solstizio d’invero percorre un lungo e strettissimo corridoio per illuminare una piccolissima cella interna 

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i Celti diranno più tardi che a Newgrange era sepolto Lugh, Dio della Luce, e quello era tomba e utero della sua rinascita.
Il Natale è la versione Cristiana della rinascita del Sole: fu Papa Giulio I  intorno al 350 d. C. a fissarlo nella data attuale del 25 dicembre, che fino ad allora era la data della festa pagana del Sole Invincibile, istituita dall’Imperatore Aureliano, per celebrare il Sole come divinità che governa tutto il cosmo. La nuova religione cristiana assorbì gran parte dei significati di questa festa, e pure le usanze legate alla festività nord europea di YULE: in norvegese IUL significa “ruota” ad indicare la Ruota dell’Anno, intero ciclo delle stagioni e delle divinità.
A Roma soprattutto nel periodo dal 17 al 23 dicembre venivano celebrati i Sturnali: in ogni villaggio veniva nominato un Re che regnava per una settimana tra banchetti, giochi e orge, mentre gli schiavi prendevano il posto dei padroni e viceversa, richiamando un antica epoca di uguaglianza e abbondanza, al tempo in cui aveva regnato Saturno. Era concesso il gioco d’azzardo e i dadi: sortes  appunto i dadi in latino, nome che richiama la lettura di possibili destini. la tombola moderna ha ereditato questo valore, con i suoi significati scherzosi attribuiti ai 90 numeri, mentre ancora oggi si portano avanti le antiche usanze divinatorie, secondo le quali osservando i 12 giorni che separano il Natale dall’Epifania, si predice il tempo metereologico sui venturi 12 mesi dell’anno; lo facevamo anche con i miei amatissimi nonni <3 p="">
Le celebrazioni “vegetali” del Dio Quercia e Dio Agrifoglio sono tutt’ora presenti attraverso le decorazioni natalizie utilizzando piante sempreverdi:
yule christmas tree
L’albero di Natale, l’Abete, rappresenta per le mitologie nordiche, l’Albero del Cosmo, e ci mettiamo luci e frutti dorati per celebrare il mito solare. Attraverso il lungo tronco dell’Albero Cosmico,  dei, Sciamani, ed eroi, viaggiavano da un mondo all’altro perché come tutti i momenti di passaggio i veli tra i mondi sono sottili e con il buio gli spiriti sono liberi di girare. Fu Martin Lutero ad introdurre nelle religione cristiana l’albero di Natale, Tannenbaum, parola collegata a Tinne o Glas-Tin, alberi sacri ai celtici; la parola Tin o Tanne era usata per quercia sempreverde, da qui il Tannino estratto dalla corteccia e un ulteriore richiamo al Dio Quercia.
L’agrifoglio invece con le sue bacche rosse allude al Sole e le ghirlande di agrifogli simboleggiano la Ruota dell’Anno.
agrifoglio yule wicca
per la loro associazione con il Dio dell’Anno Calante, il Dio Agrifoglio, in Irlanda ancora oggi, subito dopo Natale, le decorazioni in Agrifoglio vengono spazzate via perché porta sfortuna conservare i simboli dell’anno vecchio. L’agrifoglio è collegato folkloricamente all’EDERA, simbolo di vita e di Rinascita, a motivo della sua crescita a spirale ed era usata nelle antiche usanze britanniche per le decorazioni.
Anche la Renna fa parte della simbologia tipica di questo momento: per i popoli siberiani e scandinavi, esse rappresentavano la personificazione del Grande Spirito Renna, che si poteva adirare con gli umani e spettava agli sciamani andare  cercarlo per cercar di placare e a cercare una  riconciliazione: gli facevano fare indigestione del fungo Ammanita Muscaria, di cui vanno particolarmente ghiotte, e poi gli sciamani ne bevevano le urine. Il fungo, rosso picchiettato di bianco (il fungo delle fate nelle illustrazioni nei libri di fiabe) ricorda il cappello di Babbo Natale, che porta doni, così come gli sciamani riportavano doni sacri dai loro viaggi.
C’è anche la MELA nel simbolismo, che  compariva già a Samhain, e poteva essere appesa ai rami dei sempreverdi per celebrare la Vigilia di Natale, ma che indicava soprattutto la continuità della vita spirituale che si manifesta nel continuo ciclo delle stagioni. Veniva come dicevo sopra per i fuochi, mimato il ritorno del sole, e questo avveniva adornando i sempreverdi con i simboli di abbondanza, le mele appunto, ma anche diu luce e di primavera, quindi frutti e candele accese: anche il Sidro la bevanda  di mele risente di questa usanza dell’uso delle mele durante il Solstizio invernale.
A Yule veniva poi  fatta mangiare agli animali, la Fanciulla del Grano, la bambola costruita con le ultime spiche dell’ultimo covone mietuto, che veniva conservata fino a questo giorno dell’anno in segno propiziatorio, oppure in molte regioni europee c’è ( o c’era) la tradizione di spargere le ceneri del Tronco di Natale sui campi di grano.
tronco ceppo Natale
tra tutte forse è proprio la tradizione del Ceppo di Natale che fonde in un unico simbolo il mito della luce solare e la divinità vegetale del Dio che muore e poi rinasce dalle proprie ceneri: di solito è in legno di Quercia, l’albero del Dio Crescente, trionfante al Solstizio d’Inverno, che veniva portato nelle case la sera prima, la vigilia, e ornato di sempreverdi e innaffiato di vino e caseo o dal più giovane o dal più anziano della famiglia. Spento  il giorno dopo, veniva riacceso nelle fatidiche 12 notti, fino all’Epifania, la cenere veniva poi sparsa nell’Orto contro o parazziti e sulle travi di casa a protezione dei fulmini. I suoi carboni venivano riaccesi quando minacciava la grandine. il pezzo che restava era conservato per accendere il ceppo dell’anno successivo, simbolo della forza della vita che passa da una modalità di esistenza ad un altra, in un ciclo senza fine. Tutt’oggi il ceppo sopravvive nelle nostre case anche in forma di dolce tipico per chi non ha il camino in casa.
il ciocco ci porta al Pettirosso, uccellino che amo,  tramite un antica credenza:
pettirosso Natale neve
il nome inglese dell’uccellino è Robin Redbreast, che richiama a Robin Hood, in quanto Hood significa Ciocco di legno. Nel ceppo di legno di quercia si credeva vivesse questo spirito. il pidocchio del legno che fuggiva all’accensione del ceppo veniva chiamato “Cavallo di Robin Hood”:  Robin stesso fuggiva dal camino sotto forma di pettirosso e a Yule andava a combattere contro il Dio dell’Anno Calante.
Per Gli Ittiti il Dio Alau, che significa Ciocco, personificava il Destino: è così che il ceppo ci  riporta al significato più autentico della festa per il Solstizio d’Inverno: il grade cerchio dell’essere, la Ruota dell’Anno, dove luce e buio, morte e vita, passato e futuro si intrecciano  e trasformano l’uno nell’altro, in questa eterna danza cosmica che è il destino di tutto ciò che esiste.
La pianta sacra del Solstizio è il VISCHIO
vischio
pianta simbolo della vita, in quanto le sue bacche bianche e traslucide  somigliano allo sperma maschile. e anche il Vischio viene dalla quercia. Il vischio era la pianta sacra ai Druidi, considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine e quindi di discendenza divina. è il sacro albero dell’eternità e racchiude in se sia il simbolismo dell’eternità che quello dell’istante, rigenerazione ed immortalità.  Era considerata magica e curativa e venivano ricavati vari unguenti.

Celebrare Yule 

cos’'ì come la Natura riposa per prepararsi a vivere un altro completo ciclo, anche noi dovremmo riverberare questo stato naturale e fare una pausa, staccare, provare a rigenerarci: ben vengano durante le vacanze di Natale, spazi per la lettura, la meditazione, esercizi di rilassamento e training autogeno (di cui sto facendo un corso per condurlo); molto buono sarebbe anche l’idromassaggio, che è una pratica sia rilassante che simbolicamente richiama acque uterine da cui vogliamo rigenerarci e rinascere per l’anno a venire.  tutte cose che sono davvero all’antitesi con la frenesia consumistica e l’ipocrisia del periodo natalizio…
possiamo decorare le nostre case con piccoli soli, e salutare il sole appena si aprono le finestre al mattino…possiamo, se abbiamo la fortuna di possedere un camino, accendere un Ceppo di legno, ma se non lo abbiamo lo potremmo accendere in giardino ornato di agrifoglio edera e betulla…
se non abbiamo la possibilità del ceppo, potremmo comunque accendere una candela, io le adoro, le accendo spesso…
possiamo dire “Benvenuta luce del nuovo sole”… possiamo bruciare incensi di pino e cannella…
potremmo fare come  nella tradizione celtica-Bretone e fare un ramo dei desideri: andrebbe fatto 9 giorni prima del solstizio.. ma vabbè… si prende un rametto secco e si dipinge d’oro… si appende all’ingresso di casa con un pennarello e dei biglietti rossi: ognuno scrive nei biglietti un desiderio, e il ramo verrà poi bruciato nel camino ( beato chi ce l’ha ) insieme al ceppo… quando i nostri desideri bruceranno, il fumo dei bigliettini salirà sempre più in alto  fino ad andare a toccare le entità celesti e chissà magari esauditi…
 possiamo anche buttare via il superfluo, per rigenerare spazio e sentimenti: una bella pulizia per aspettare il nuovo Sole, il Sole Nascente (a Imbolc, 2 febbraio)…
si possono regalare candele, o accenderle nella propria casa per favorire  la meditazione, la pace spirituale, fare atmosfera magica nella nostra casa!
 pensare a quello che desideriamo e lasciarci cullare dagli abbracci di chi amiamo veramente!!!
 Happy Yule e buone feste…..
 un bacio grandissimo..
:* smuakkeve
la vostra Papina

 Notizie tratte da “Feste Pagane” di Roberto Fattore e da vari siti in Internet.
Cliccando su ciascuna foto, si verrà invitai alla fonte da cui l’ho prese

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